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BARI

Trovato il covo dei rapinatori del furgone portavalori

La refurtiva recuperata, come disposto dalla Procura della Repubblica di Bari, è stata restituita alla società IVRI.

Una vera e propria base operativa a Noci in un garage. È qui che i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno ritrovato il materiale utilizzato da (almeno) sei malviventi che ieri a bordo di due Suv di grossa cilindrata – sulla A14 nel territorio di Sannicandro -, incappucciati e armati, hanno sequestrato due guardie giurate di un furgone portavalori Ivri e hanno portato via oltre 81mila euro, fuggendo con le auto nelle campagne.
Dopo diversi controlli da parte dei militari, in un garage alla periferia di Noci, chiuso da un robusto lucchetto corazzato, si celava una vera e propria base della banda dei rapinatori che aveva colpito la mattina in autostrada poco meno di tre ore prima.
Nel cofano di una delle auto sono state ritrovate diverse monete, di vario taglio, raggruppate in cilindri che corrispondevano alla quasi totalità della rapina che avevano messo a segno, pari a circa 81 mila euro.
I carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato i due suv usati per la rapina, risultati di provenienza furtiva, due jammer con sedici antenne per il disturbo delle frequenze telefoniche e degli apparati radio delle forze dell’ordine, 22 proiettili calibro 7,65, due giubbotti antiproiettile – sottratti alle guardie giurate la mattina -, cinque bottiglie incendiarie, diverse targhe contraffatte e attrezzi da officina.
Così, è stato rintracciato il proprietario del garage, un 49enne di Castellana Grotte, e mentre i militari gli perquisivano casa, è giunto sul posto anche un 46enne di Conversano già noto alle forze dell’ordine per importanti reati predatori. L’uomo, alla vista delle vetture dei carabinieri fermi nel vialetto, ha accennato ad una inutile inversione di marcia. I militari hanno scoperto che entrambi avevano una copia del lucchetto che consentiva l’ingresso al garage a Noci. Per questo i due sono stati arrestati per rapina aggravata in concorso sequestro di persona, detenzione abusiva di armi, ricettazione, riciclaggio, installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche, detenzione illecita di armi comuni da sparo.
La refurtiva recuperata, come disposto dalla Procura della Repubblica di Bari, è stata restituita alla società IVRI.

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