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No alle trivelle. Lo conferma anche il Mise

L’emendamento, annunciato da Davide Crippa – sottosegretario al Mise -, prevede “l’introduzione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Ptesai), che andrà definito e pienamente condiviso con Regioni, Province ed Enti Locali e individuerà le aree più consone per compiere tali attività sul territorio nazionale”.

L’emendamento, annunciato da Davide Crippa – sottosegretario al Mise -, prevede “l’introduzione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Ptesai), che andrà definito e pienamente condiviso con Regioni, Province ed Enti Locali e individuerà le aree più consone per compiere tali attività sul territorio nazionale”.
Ma a sollevale la polemica politica ci ha pensato Angelo Bonelli dei Verdi che ha accusato “Il Mise d’aver dato via libera alle trivelle nel mar Ionio”. La ricerca autorizzava l’uso di bombe d’aria sonore dannose per i fondali e la fauna ittica: “un regalo di Luigi di Maio alla Puglia e alla Basilicata dopo l’Ilva e le autorizzazioni alla Shell rilasciate dal Ministero all’Ambiente”, ha detto. Il titolare, Sergio Costa, ha però fatto sapere che da quando è ministro “Non ha mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese” e questo lo conferma anche Di Maio che specifica come “le ricerche di idrocarburi erano state autorizzate dal Governo precedente, dal Ministro Galletti”.
“Spero che ora mantengano fede a quanto promesso e che non si impegnino nella ricerca di altri sotterfugi ai danni della nostra comunità”, ha sottolineato l’assessore regionale pugliese all’Ambiente Gianni Stea, ma sulla vicenda ha tuonato anche il governatore Emiliano che ha presentato lo scontrino delle cattive azioni al Governo.

Si potrebbe fare di più anche per Taranto e per il gasdotto tap di Melendugno.

E dà appuntamento a tutti per il 14 gennaio prossimo.

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