Sarebbe il 51enne Francesco Casalino ad aver tentato di uccidere Michele Buonarota e Michele Straniere, vicini all’opposto clan Miccoli – De Rosa, avvenuto il 10 maggio 2014 a Trinitapoli.
Ma questo è solo uno degli ultimi fatti  di sangue, cominciati nel 2003, che hanno visto in contrapposizione i clan della zona: in sedici anni ci sono stati diversi ferimenti e omici, non ultimo quello di Pietro de Rosa lo scorso 20 gennaio, proprio a Trinitapoli.
L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia ha  ricostruito che Casalino all’epoca dei fatti, affiancò le due vittime mentre erano a bordo di un’auto sulla Strada Provinciale che collega Trinitapoli a Cerignola, sparando contro di loro da un fucile caricato a pallettoni.
I sicari non riuscirono nel loro intento poiché le vittime, nonostante le ferite, riuscirono a fuggire prima in auto e poi nelle campagne. Durante il sopralluogo i Carabinieri rinvennero tra le tante cose un berretto con visiera da cui i Ris di Roma estrapolarono un unico profilo biologico che, messo a confronto con quello del sospettato, portò ad avere la conferma che era proprio Casalino il proprietario e, quindi, il responsabile.
Sottoposto ad intercettazioni, gli inquirenti sono stati in grado di cogliere, inoltre, la sua ammissione in un momento di confidenza con la moglie.

Le indagini  hanno conclamato la natura mafiosa dei gruppi, tanto che il GIP ha riconosciuto l’aggravante mafioso.
Per gli investigatori non è stato semplice ricostruire la vicenda in un clima omertoso.

Di Redazione Teleregione

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