Era stato freddato da quattro colpi di pistola il 25 aprile del 2017 davanti alla sede Amiu di Bari, poco prima di cominciare il turno di lavoro. Questa mattina, la Squadra Mobile di Bari, ha arrestato a Cassano delle Murge i quattro responsabili dell’omicidio premeditato del 51enne incensurato Michele Amodeo.

L’uomo da tempo cercava di mettere fine alla relazione clandestina intrapresa con la 54enne Vincenza Mariani, imparentata con esponenti di ambienti criminali. Lei, però, non si rassegnava e ossessionava l’amante con centinaia di messaggi, fino a contattare la figlia più grande dell’uomo, con un profilo falso su Facebook, per rivelarle di essere incinta, anche se non era vero.
Stando a quanto ricostruito dal dirigente Giacinto Profazio, la donna aveva tentato dei danneggiamenti ad una casa dell’uomo a Nova Siri e gli aveva incendiato l’auto nel 2015, proprio davanti a quella sede in cui l’uomo, due anni dopo avrebbe perso la vita colpito al collo, al torace e all’addome. Fu lo stesso Amodeo a riferire ai soccorritori, prima di morire, il modello dell’auto da cui erano partiti gli spari e a indirizzare le indagini della polizia.

La donna aveva ingaggiato, promettendogli cinque mila euro, il suo ex dipendente Massimo Margheriti, che procurò e guidò l’auto in cui c’era il genero della Mariani, Giuseppe Baccellieri, che avrebbe sparato. La ricostruzione è stata confermata sia dalle immagini di videosorveglianza dell’azienda, che dai tabulati telefonici, oltre che dall’importante testimonianza di Michele Costantino che aveva procurato l’arma e, non appena ha capito di essere stato incastrato, ha deciso di collaborare con gli inquirenti.
Le accuse sono, a vario titolo, di concorso in omicidio doloso aggravato, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, furto e ricettazione.

Di Redazione Teleregione

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