Liste attesa, se non garantiti tempi via direttori Asl - TELEREGIONE
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Liste attesa, se non garantiti tempi via direttori Asl

obiettivo prioritario avvicinare ulteriormente la sanità pubblica ai cittadini

obiettivo prioritario avvicinare ulteriormente la sanità pubblica ai cittadini

ambiziosi e per nulla semplici da perseguire gli obiettivi principali del  nuovo Piano Nazionale per il Governo delle Liste d’Attesa , predisposto dal Ministero della Salute e presentato oggi pomeriggio in Conferenza Stato Regioni.

Regole chiare e precise che parlano di garanzie su visite ed esami medici  entro il tempo massimo previsto, gestione trasparente delle prenotazioni da parte delle strutture, un osservatorio nazionale sulle liste d’attesa di cui faranno parte anche i cittadini e la riduzione dei tempi massimi previsti per ottenere le prestazioni non urgenti.

Il piano, nello specifico, conferma le 4 classi di priorità da indicare nelle prenotazioni di specialistica ambulatoriale (dalla più alla meno urgente), ma riduce il limite massimo per quelle a priorità programmata (non urgenti) da 180 giorni a 120.

dopo dieci anni, ed un lavoro di diversi, mesi  il paese ha un nuovo piano nazionale di gestione delle liste di attesa.

Soddisfatto il ministro della Sanità, Giulia Grillo, che adesso si aspetta la collaborazione delle Regioni per i primi 60 giorni, saranno loro infatti a dover attuare i lori piani regionali.

Scettici invece i sindacati dei medici che ricordano come il problema principale da superare risiede nell’ormai atavica carenza di personale, tecnologie e organizzazione”.

Le critiche prendono di mira anche l’ipotesi, prevista nel nuovo Piano di un blocco delle prestazioni in intramoenia in caso di criticità, ovvero di prolungamento dell’attesa entro i tempi massimi previsti: per i medici si tratta di un attacco nei loro confronti e nei confronti dell’attività da loro espletata fuori dall’orario di lavoro, privatamente, nella propria struttura sanitaria.

Anche il presidente della Conferenza Stato-Regioni e governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini  ha ricordato che come presidente di Regione è si riuscito a portare dal 54% al 97%, entro i primi 30 o 60 giorni, le liste di attesa per le prestazioni di prima fascia, ma per farlo, sono state predisposte nuove risorse, assunto più personale, prolungato i giorni e gli orari di visita, introdotto penalità per chi prenota e non disdice entro 48 ore.

Il ministro grillo è comunque fiducioso, “

“Ho già dato mandato agli uffici del ministero per attivare al più presto l’Osservatorio Nazionale sulle Liste di Attesa che provvederà a monitorare l’andamento degli interventi previsti, rilevare le criticità e fornire indicazioni per uniformare comportamenti, superare le disuguaglianze e rispondere in modo puntuale ai bisogni dei cittadini”.

Per quanto riguarda  i direttori generali delle aziende sanitarie questi saranno valutati anche in base al raggiungimento degli obiettivi di salute connessi agli adempimenti dei Lea e  dunque chi non metterà l’efficienza delle liste d’attesa al primo posto del suo mandato potrà essere rimosso dall’incarico.

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