Segregato e picchiato a morte: indagati 14 giovani - TELEREGIONE
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MANDURIA

Segregato e picchiato a morte: indagati 14 giovani

Lo avrebbero segregato in casa per giorni, bullizzandolo (anche con la diffusione di video), costringendolo a non mangiare e picchiandolo (con calci e pugni) fino alla morte. Per questo 14 giovanissimi (12 minorenni e 2 maggiorenni) sono indagati per il decesso, avvenuto il 23 aprile scorso, di un 66enne di Manduria.

Lo avrebbero segregato in casa per giorni, bullizzandolo (anche con la diffusione di video), costringendolo a non mangiare e picchiandolo (con calci e pugni) fino alla morte. Per questo 14 giovanissimi (12 minorenni e 2 maggiorenni) sono indagati per il decesso, avvenuto il 23 aprile scorso, di un 66enne di Manduria.

Le procure, quella dei minori e quella ordinaria, indagano per i reati di omicidio preterintenzionale, stalking, lesioni personali, rapina, violazione di domicilio e danneggiamento. L’anziano, sarebbe stato ritrovato, nella sua abitazione, il 6 aprile scorso,  dagli agenti del locale Commissariato (intervenuti a seguito della segnalazione di alcuni vicini), bloccato e legato ad una sedia.

Dopo l’uomo sarebbe stato trasferito all’ospedale Giannuzzi, dove è stato sottoposto a due interventi per suturare una perforazione gastrica e per una emorragia celebrale. Ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

Ora saranno  gli  esami di laboratorio a stabilire se la morte del 66enne sia stata causata dai traumi subiti a seguito delle aggressioni o  dallo stato di prostrazione  in cui l’anziano era caduto dopo essere stato bullizzato.

Secondo infatti le testimonianze di alcuni vicini di casa, l’uomo, era diventato vittima di violenza e bersaglio della baby gang dal lontano 2012.

Sulla linea difensiva l’avvocato Lorenzo Bullo, che assiste cinque minori e uno dei maggiorenni indagati: “L’ultimo episodio di percosse che si ipotizza – ha dichiarato  – risalirebbe a febbraio. Il decesso è avvenuto a distanza di settimane. E anche in relazione alla contestazione dello stalking, si parla di presunti episodi che sono scollegati. Non abbiamo ancora alcun elemento per valutare la fondatezza o meno di queste imputazioni”.

Decisamente dura, invece, la reazione dei vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio che sono voluti intervenire sulla tragedia. “Se confermati colpevoli, pene esemplari per tutti, anche per i minorenni, che devono essere trattati (e puniti) come tutti gli altri. Di fronte a simile violenza, per me non esiste la distinzione fra minorenni e maggiorenni”, ha dichiarato Salvini.

Dello stesso avviso anche il vicepremier Di Maio: “È inaccettabile quanto successo al 66enne di Manduria, un fatto vergognoso che non può passare in secondo piano. La morte di Antonio deve farci capire che la sicurezza dei nostri cittadini deve essere la priorità di questo Governo. E dobbiamo lavorare per garantire maggiore sicurezza anche ai nostri anziani, troppo spesso abbandonati. Una cosa è certa: questi soggetti la pagheranno”.

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