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BARLETTA

Villette abusive dissequestrate e proprietari assolti

Il Tribunale di Trani ha assolto otto persone e ha dichiarato la prescrizione dei reati nei confronti di altre tre al termine del processo sulla presunta lottizzazione abusiva del nuovo borgo di Montaltino a Barletta, disponendo la restituzione dei suoli ai proprietari. In particolare, i giudici hanno assolto i proprietari dal reato di lottizzazione abusiva «perché il fatto non costituisce reato» riconoscendo la buona fede di chi acquistò i terreni, con conseguente perdita di efficacia del sequestro preventivo dell’area di oltre 400 mila mq sulla quale erano già stati realizzati i manufatti ritenuti abusivi.

Il Tribunale di Trani ha assolto otto persone e ha dichiarato la prescrizione dei reati nei confronti di altre tre al termine del processo sulla presunta lottizzazione abusiva del nuovo borgo di Montaltino a Barletta, disponendo la restituzione dei suoli ai proprietari. In particolare, i giudici hanno assolto i proprietari dal reato di lottizzazione abusiva «perché il fatto non costituisce reato» riconoscendo la buona fede di chi acquistò i terreni, con conseguente perdita di efficacia del sequestro preventivo dell’area di oltre 400 mila mq sulla quale erano già stati realizzati i manufatti ritenuti abusivi.

I giudici hanno poi assolto i due dirigenti comunali Ernesto Bernardini e Francesco Gianferrini, e Mario Ferrari, progettista del piano di lottizzazione, dai reati di abuso d’ufficio e falso, mentre per loro la lottizzazione abusiva è stata dichiarata prescritta. I fatti contestati nell’indagine dell’allora pm di Trani Antonio Savasta risalgono al 2009. La lottizzazione, dopo la denuncia del proprietario di alcuni terreni adiacenti e gli accertamenti disposti dalla magistratura, fu sottoposta nel 2011 a sequestro finalizzato a confisca con relativo ordine di demolizione. Dopo dieci anni il Tribunale ne ha disposto il dissequestro e la restituzione agli aventi diritto. La sentenza odierna arriva un anno dopo quella della Corte d’Appello di Bari che il 26 aprile 2018 portò all’assoluzione e alla prescrizione nei confronti di Antonio Carpagnano, già vicesindaco (si dimise nel corso dell’inchiesta), del fratello, l’architetto Savino Carpagnano, legale rappresentante della società  «Il Borgo», e dell’architetto Nicola Gambarrota, legale rappresentante dello “Studio Architetti Associati Carpagnano & Gambarrota”, tecnico progettista del piano di lottizzazione, coordinatore di progettazione ed esecuzione dei lavori. Resta ora da valutare la validità di una delibera della Giunta Cascella dello scorso febbraio 2018 nella quale si indicava la volontà di demolire 40 unità immobiliari del complesso, sulla stessa si esprimerà l’Avvocatura di Stato.

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