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Come cambia l’aritmologia pugliese

Per curare le aritmie cardiache è sempre più frequente intervenire con una procedura ablativa. In Puglia la necessità di praticare l’ablazione nei pazienti affetti da aritmia del cuore, si attesa sui 6.500/7.000 casi all’anno, ma in realtà si realizzano solo duemila interventi.

Per curare le aritmie cardiache è sempre più frequente intervenire con una procedura ablativa. In Puglia la necessità di praticare l’ablazione nei pazienti affetti da aritmia del cuore, si attesa sui 6.500/7.000 casi all’anno, ma in realtà si realizzano solo duemila interventi. La spiegazione va ricercata nei pochi centri specializzati (tra quelli presenti nel territorio regionale ci sono gli ospedali Bonomo di Andria e quello di Tricase in provincia di Lecce), che vanno strutturati anche con medici elettrofisiologi che non vengano confusi con attività di reparto. La fotografia di come sta cambiando l’aritmologia pugliese è stata presentata durante l’Apulian Beats 2019, ospitata nella salone degli specchi dell’Università di Bari. Giornata di studio e confronto soprattutto tra i giovani medici specializzati in interventi di ablazione, come spiega il dottor Michele Cannone, primario dell’unità operativa di cardiologia dell’ospedale di Andria.

L’aritmia cardiaca è una sintomatologia con la quale si può convivere, anche se in alcuni casi può essere invalidante. La nuova frontiera della medicina è l’intervento ablativo che sostituisce la terapia farmacologica.

Per effettuare interventi di ablazione servono medici specializzati che uniscano allo studio approfondito di questa nuova tecnica anche la passione.

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