Una mappa degli ospedali pugliesi che diventeranno punto di riferimento per le diagnosi e gli interventi delle patologie tumorali. Saranno divisi in Hub – il centro – e spoke – il raggio – come se fossero la ruota di una bici che pedala nella direzione della cura immediata del paziente.

È la scommessa del direttore dell’Aress – Agenzia Strategica Regionale per la Salute e il Sociale -, Giovanni Gorgoni, che con esperti della neonata Rete oncologica pugliese ha preparato un elenco dettagliato delle prestazioni e degli interventi, con i tempi da rispettare per far fronte e seguire i pazienti oncologici e i 21 mila nuovi casi annui che si manifestano soprattutto a mammella, utero, prostata, polmone e colon. Le strutture che diventeranno fulcro della rete dovranno rispondere a tre criteri fondamentali, cioè precisi volumi chirurgici annui, la presenza di un reparto di oncologia attivo e la presenza di un team multidisciplinare completo, che segua il paziente aumentando almeno del 30 per cento la possibilità di sopravvivenza. Ad indirizzare i pazienti saranno le indicazioni dei Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali che, per ogni patologia, definiscono come procedere in maniera semplificata. I tempi da rispettare saranno strettissimi: non dovranno passare più di due settimane dalla prima visita, alla valutazione della malattia con esami clinici e strumentali. Ad esempio: per il tumore all’utero si dovrà garantire la prima visita dal ginecologo entro una settimana dalla richiesta ad uno dei diciotto Centri di Orientamento Oncologico che prenderanno in carica il paziente: a cominciare dalla prenotazione delle visite, fino alle pratiche per l’invalidità. La riunione del team – composto da oncologo, psicologo, assistente sociale, funzionario amministrativo, infermiere e volontario – si tiene almeno una volta alla settimana. L’intervento sarà eseguito entro massimo un mese e in meno di 30 giorni dovrà arrivare il risultato istologico sul tratto operato. Ci vorranno sei settimane per cominciare la chemioterapia e non più di dodici dall’intervento per la radioterapia. Al momento nell’elenco sono stati già inseriti il Policlinico e l’Oncologico di Bari, insieme al Miulli di Acquaviva.

Di Redazione Teleregione

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