mafie pugliesi

In Puglia ormai è consolidato il principio che ci consente di parlare di mafie e non di mafia. Mafie pugliesi.

E’ questo l’allarme lanciato dalla Direzione investigativa antimafia, nella relazione semestrale che prende in esame la seconda metà dello scorso anno.

Le cosche pugliesi, si legge, non si fanno scrupolo di sparare in pieno giorno e rischiando di uccidere vittime innocenti che nulla hanno a che fare con le dinamiche criminali.

L’insofferenza nei confronti delle Istituzioni, invece, la criminalità pugliese la manifesta con il ricorso all’intimidazione e all’uso indiscriminato di armi ed esplosivi. Anche nei confronti di funzionari dello Stato e di Enti locali. Sia da parte della criminalità organizzata che della delinquenza comune (come accaduto nell’omicidio del maresciallo maggiore dei carabinieri, Vincenzo Di Gennaro, a Cagnano Varano).

Dalla relazione della Dia emerge che la mafia foggiana, emula “comportamenti” ‘ndranghetisti.

Analoghi rituali di affiliazione, ripartizione dei ruoli, qualifiche e gerarchie definite con il gergo tipico della criminalità calabrese.

Nel traffico di stupefacenti e di armi, le mafie pugliesi sono diventate punto di riferimento nell’ “erogazione di servizi” connessi al rifornimento e allo smistamento della droga e, per quanto attiene alle armi, per renderle clandestine si è affermata la criminalità cerignolana. Il “cambiamento di passo” dei più consolidati clan pugliesi riguarda, invece, le attività di riciclaggio e le forme di reinvestimento dei proventi illeciti nell’economia legale.

Tra le forme d’infiltrazione criminale nel comparto agroalimentare, si registra ancora la piaga del caporalato. Riportata alla ribalta delle cronache dalle stragi della strada del 4 e del 6 agosto 2018. Date nelle quali hanno perso la vita 16 giovani braccianti africani. Lo scioglimento per mafia, lo scorso semestre, di ben tre amministrazioni comunali dimostrano, infine, come anche in diverse località pugliesi si sia oramai radicata un’area grigia, in cui si incontrano mafiosi, imprenditori, liberi professionisti e apparati della pubblica amministrazione.

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Di Redazione Teleregione

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