Dimissioni D'Introno

A ventiquattro ore dalle dimissioni del sindaco di Corato Pasquale D’Introno, ancor prima di sedersi per la prima volta in consiglio comunale si susseguono indiscrezioni; le interpretazioni sul perché di un atto politico così pesante si possono soltanto fondare su voci di corridoio. A parte una scarna comunicazione sui social network in cui garantiva costante impegno nonostante le dimissioni, Pasquale D’Introno non ha speso una sola parola sulle motivazioni che lo hanno indotto a questa clamorosa decisione.

Che ci siano delle frizioni interne alla maggioranza è chiaro. IDEA e Fratelli d’Italia, due dei tre partiti di centrodestra presenti in consiglio comunale, hanno già dichiarato la piena fiducia a D’Introno. Direzione Italia non si è espressa, benché voci autorevoli vicine al partito confermano di non aver mai messo in discussione la figura del primo cittadino.
L’obiettivo, tuttavia, è quello di mantenere compatto il centrodestra, offrendo anche a Lega e Forza Italia, i due partiti non rappresentati in consiglio comunale, un incarico di governo cittadino.

Ed è sui nomi che si gioca la partita.

Ed è sui nomi che si gioca la partita. Ci sono figure che i partiti vorrebbero in amministrazione che hanno già ricoperto incarichi nelle giunte di Massimo Mazzilli. In particolare quelle di Lorena Mangione, indicata da Forza Italia, che fu assessore alla polizia municipale. E quelli di Pasquale Pomodoro e Ignazio Salerno, in quota Direzione Italia, il primo presidente di due commissioni consiliari, il secondo presidente del consiglio comunale durante l’amministrazione Mazzilli. D’Introno vorrebbe rompere col passato, voltare pagina o quanto meno dare un’imbiancata ai sepolcri, atteso che i due nomi indicati da Direzione Italia sono in amministrazione da almeno 15 anni ininterrottamente.

Il 25 luglio il consiglio comunale tornerà a riunirsi in seconda convocazione. Difficile che il sindaco dimissionario non si presenti in aula. Occorrerà parlare all’assemblea ed eleggere il presidente del consiglio comunale. Questo per consentire lo svolgimento dei lavori consiliari. Il 31 luglio è il termine ultimo per effettuare le variazioni di bilancio utili anche alla ricapitalizzazione della SANB. Corato sarebbe l’unico dei cinque comuni soci della SPA a non mettere l’azienda nelle condizioni di partire dopo cinque anni di immobilità.
Forse in aula non ci sarà ancora la giunta ma dall’urna delle votazioni del presidente del consiglio comunale la presunta o reale compattezza del centrodestra potrà emergere in maniera più chiara.

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Di Redazione Teleregione

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