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CORATO

D’Introno sulla crisi politica: “La mia non è una resa”

Ma ci sarà una via d’uscita dalla crisi politica nella quale si è infilato il centro destra di Corato?

Ma ci sarà una via d’uscita dalla crisi politica nella quale si è infilato il centro destra di Corato? E’ la domanda che emerge dopo l’ennesimo consiglio comunale (il sesto in appena un mese) di lunedì sera, che ha certificato la netta spaccatutra tra il sindaco, Pasquale D’Introno e il partito di maggioranza relativa, Direzione Italia, che conta otto consiglieri comunali.

 

Proprio l’assenza di questi ultimi ha fatto naufragare l’ennesimo tentativo di eleggere il presidente dell’assemblea o, in subordine, di consentire al consigliere anziano di regolare i lavori dell’aula.

E’ un braccio di ferro senza precedenti quello tra D’Introno e Direzione Italia: la posta in gioco è la composizione della Giunta e sul punto il sindaco sembra non voler nessun passo indietro. Lo ha ribadito durante il suo lungo intervento in consiglio comunale: la Giunta la nomina il sindaco anche se le indicazioni arrivano dai partiti. Sempre lunedì D’Introno ha confermato che le sue dimissioni sono state un atto di forza nei confronti della coalizione e che il ritiro delle stesse è avvenuto dopo aver ricevuto rassicurazioni al termine di una riunione dell’8 agosto. Si erano aperti spiragli, ammette D’Introno, che evidentemente si sono rivelati illusori. Il sindaco ha assicurato che non chiede stampelle politiche per andare avanti e quasi avverte la sensazione di essere vicino alla conclusione di questa breve esperienza politica.

Si proverà a d evitare il commissariamento, promette D’Introno e se l’amministrazione comunale cadrà dopo appena due mesi, ribadisce il sindaco, la colpa sarà da addebitare a Direzione Italia.

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