No all’archiviazione dell’inchiesta e tre mesi di nuove indagini per far luce sul caso della cosidetta “palazzina della morte”: l’edificio del quartiere Japigia, a Bari, nel quale 21 inquilini dalla metà degli anni Novanta, sino ad oggi, si sono ammalati di neoplasie rare ingenerate forse dai roghi della vicina ex discarica comunale e molti dei quali sono poi deceduti.

Il Gip, Valeria La Battaglia ha così accolto l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dall’avvocato Michele Laforgia che rappresenta i familiari degli inquilini morti o in cura, in quanto “le investigazioni suppletive sono indubbiamente pertinenti e necessarie rispetto all’accertamento dei fatti”.

Per questo il Gip ha disposto tre mesi di nuove indagini. Per individuare chi fece costruire l’immobile in via Archimede 16. Una zona ritenuta ad alto rischio ambientale. La Procura dovrà poi procedere all’accertamento “del numero delle neoplasie dei decessi riconducibili al fenomeno dell’inquinamento derivante dalla combustione di prodotti e materiali provenienti dall’area occupata dall’ex discarica Caldarola”.

Il servizio di TrNews.

Di Redazione Teleregione

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