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ArcelorMittal ha espresso la volontà di abbandonare il siderurgico tarantino e l’Italia e dal vertice al Mise è arrivata subito la replica per voce del Ministro allo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli: “Il Governo non consentirà la chiusura dell’Ilva. Non esistono presupposti giuridici per il recesso del contratto”.

Si infiamma così l’accesa discussione attorno alla notizia, comunicata dal colosso dell’acciao, di voler uscire di scena, lasciando il siderurgico tarantino e affidandolo entro 30 giorni ai commissari straordinari. “Non è possibile gestire lo stabilimento senza protezioni legali necessarie all’esecuzione del piano ambientale”, ha motivato l’amministratrice delegata di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, riferendosi all’eliminazione dello scudo penale dal Dl imprese.

“In aggiunta a questo- ha spiegato Lucia Morselli in una nota- i provvedimenti emessi dal Tribunale penale di Taranto obbligano i Commissari straordinari di Ilva a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019 pena lo spegnimento dell’altoforno numero 2 che renderebbe impossibile attuare il suo piano industriale e in generale eseguire il contratto”. Queste le due motivazioni alla base della volontà di ArcelorMittal di rescindere il contratto. Una notizia, definita dai sindacati come “una bomba sociale”: sono infatti a rischio 20mila posti di lavoro.

Il segretario nazionale della Fim Cisl, Marco Bentivogli si è così scagliato contro il Governo definendo l’eliminazione dello scudo penale come un “pasticcio” e “un capolavoro di incompetenza”.

Sulla stessa scia la leader della Fiom Cgil, Francesca Re David che ha accusato il Governo di un comportamento inaccettabile e contradditorio, manifestando preoccupazioni per la grave decisione per le conseguenze industriali, occupazionali e ambientali.

Parole di sconforto pronunciate anche dal segretario generale della Uilm, Rocco Palombella: “Ora il Governo e il Parlamento si devono assumere le loro responsabilità e devono porre rimedio a un disastro che loro stessi hanno causato e che si sta per abbattere su tutti gli stabilimenti italiani dell’ex Ilva, non solo a Taranto, con la perdita di 20 mila posti di lavoro, compreso l’indotto”, ha dichiarato Palombella.
L’abbandono di ArcelorMittal ha ingenerato anche le reazioni del mondo politico. A scendere in campo i vertici pugliesi di Forza Italia. “Con le sue assurde decisioni il Governo ha posizionato una bomba sociale sotto Taranto, con il rischio di perdite di posti di lavoro e nessuna riqualificazione ambientale- hanno dichiarato in una nota congiunta D’Attis e Damiani- I responsabili di questa scellerata gestione dovrebbero avere il buon gusto di rimettere il loro mandato, senza appelli”.

Il servizio di TrNews.

Di Redazione Teleregione

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