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Regionali, la Lega invoca unità nel centrodestra

Luigi D’Eramo, che coglie l’occasione per lanciare un messaggio agli alleati: meglio evitare dichiarazioni quotidiane che creano contrapposizioni. “L’unità del centro destra è il valore assoluto e non discutibile per vincere la sfida elettorale anche in Puglia” ribadisce D’Eramo.

Sull’unità del centro destra alle prossime elezioni regionali non si discute. Concetto rafforzato dal segretario regionale della Lega Puglia, Luigi D’Eramo, che coglie l’occasione per lanciare un messaggio agli alleati: meglio evitare dichiarazioni quotidiane che creano contrapposizioni. “L’unità del centro destra è il valore assoluto e non discutibile per vincere la sfida elettorale anche in Puglia” ribadisce D’Eramo.

La storia, ricorda il segretario regionale della Lega, racconta di tre sconfitte nelle ultime tre campagne elettorali proprio perché il centro destra si era presentato diviso. Per questo la parola d’ordine nella coalizione è unità, nonostante qualche frizione sul nome del candidato presidente. Fratelli d’Italia ripete da tempo che quel ruolo tocca all’europarlamentare Raffaele Fitto, la Lega ribadisce proprio con D’Eramo, che alle ultime elezioni Europee il partito di Matteo Salvini ha ottenuto un Puglia più del 25 per cento di consensi. Così la partita delle candidature è tutt’altro che chiusa anche se una parola definitiva dovrebbe arrivare dal tavolo nazionale del centro destra.

Forza Italia ha confermato di voler puntare sulla Campania (candidando Caldoro), mentre in Puglia potrebbero spegnersi i fuochi leghisti contro Fitto.

Anche se la Lega gioca d’anticipo con una serie di appuntamenti pre elettorali e nel prossimo fine settimana annuncia manifestazioni a Foggia, Modugno, Martina Franca e Altamura.

Nessun passo indietro, al momento, anche sul fronte del centro sinistra con Italia Viva contraria alla candidatura di Michele Emiliano. La conferma del governatore per le prossime regionali provocherà la discesa in campo di un candidato sostenuto dal partito di Matteo Renzi. Sulla questione glissa il ministro per l’Agricoltura, Teresa Bellanova: “Il problema non è se io mi candido o meno, ma se la coalizione e il partito democratico voglia misurarsi con la vera emergenza che è quella di mettere in campo una nuova classe dirigente”. Parole che suonano come un ulteriore bocciatura per Michele Emiliano.

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