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TARANTO

ArcelorMittal – Ex Ilva: accordo fatto per affitto

Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci in una lunga lettera al presidente del Consiglio Conte annuncia “imminenti azioni amministrative” nei confronti dell’azienda che continua a non avere cura “della sicurezza dei lavoratori, né dei tarantini”

Dovrebbe arrivare domani, con le firme delle parti, l’accordo tra ArcelorMittal e i commissari dell’ex Ilva, che prevede la modifica del contratto di affitto – cosiddetto “addendum” – e acquisizione per rinnovare il polo siderurgico con base a Taranto e la cancellazione del contenzioso civile aperto a Milano.

 

Da un lato Mittal ritirerà l’atto di citazione con cui aveva annunciato il recesso dal contratto lo scorso novembre, e dall’altro i commissari dell’ex Ilva, ritireranno il ricorso cautelare d’urgenza col quale avevano contrastato l’addio del gruppo franco indiano.

La vicenda, spiega una fonte legale, “è in via di soluzione, l’accordo potrebbe arrivare già domani, l’impressione è che si sia arrivati ad un’intesa su tutto”, ossia anche sugli ultimi dettagli che rimanevano da definire. ArcelorMittal sembra si sia impegnata nell’accordo per l’aumento del capitale, che verrà poi sottoscritto da Palazzo Chigi alla fine di novembre e ha anche assicurato di procedere a breve al rinnovo totale dell’Altoforno5 e alla realizzazione del forno elettrico in linea con il piano industriale ‘green’.

Il capitolo occupazionale, invece, dovrebbe essere definito più avanti nella consapevolezza che nel periodo di transizione dal vecchio al nuovo polo siderurgico probabilmente sarà necessario ricorrere ad una cassa integrazione temporanea in attesa di sapere, quando lo stabilimento lavorerà a pieno regime e quale sarà l’effettiva forza lavoro da impiegare.

Si prevede che all’inizio del 2023 siano in funzione Afo4, Afo5, il ‘preridotto’ a gas e il forno elettrico. Sul piede di guerra, però, è il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci che in una lunga lettera al presidente del Consiglio Conte annuncia “imminenti azioni amministrative” nei confronti dell’azienda che continua a non avere cura “della sicurezza dei lavoratori, né dei tarantini” che continuano a subire “sempre più frequenti fenomeni emissivi es incidenti”.

Se non ci sarà una “condotta più appropriata” si minaccia il “fermo dell’attività produttiva”. In ultimo, in riferimento al caso accertato di Coronavirus in provincia di Taranto, i sindacati dello stabilimento siderurgico hanno chiesto un “Intervento urgente per effettuare sanificazioni straordinarie e radicali in via precauzionale nei luoghi di aggregazione, per garantire l’incolumità di tutti i lavoratori”.

 

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