Mercatali in protesta: “Dobbiamo lavorare” - TELEREGIONE
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Mercatali in protesta: “Dobbiamo lavorare”

E’ l’urlo di protesta di oltre 500 mercatali del settore abbigliamento, provenienti da ogni provincia pugliese, che, questa mattina, si sono riuniti a Casamassima, nel barese.

E’ l’urlo di protesta di oltre 500 mercatali del settore abbigliamento, provenienti da ogni provincia pugliese, che, questa mattina, si sono riuniti a Casamassima, nel barese.

Con l’ “ok” arrivato ieri dal Governo, nonostante siano rimasti fuori da tutti i Dpcm, potrebbero riaprire anche loro le attività di vendita di abbigliamento e tessuti nei mercati settimanali, ma le decisioni – nello specifico – sono state demandate ai sindaci di ciascuna città.

“Abbiamo bisogno di aiuti economici, ci sono robe primaverili che non sono più vendibili.

Ci ha dato problemi seri per le debitorie verso lo stato, grossisti, programmazione che viene fatta a tempo debito”.

Sui commercianti, infatti, gravano anche le spese dell’occupazione del suolo pubblico e la loro richiesta, al momento, è quella di poter avere postazioni di vendita per tutta la settimana, così da poter recuperare le spese relative al riavvio delle attività economiche. Ora, dunque, i mercatali sono tra le mani dei sindaci che, valuteranno le riaperture anche in base ai dati di contagio di ciascuna città.

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