La graduale ripresa del calcio dilettantistico e giovanile passa dal protocollo attuativo della Federcalcio. Il vademecum federale riunisce tutti i punti fondamentali per il ritorno in campo in totale sicurezza, dal punto di vista della salute dei tesserati e della sanificazione degli ambienti.

Il protocollo fornisce le indicazioni tecnico-organizzative che riguardano tutte le categorie non professionistiche, ma anche il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC. Uno degli aspetti principali è la collaborazione tra il medico competente della società, ove nominato, e gli addetti alla gestione degli impianti, in modo da rendere fruibili le strutture per allenamenti e partite ufficiali. Nel caso in cui non sia stata nominata la figura preposta, sarà un delegato della società a farne le veci, interfacciandosi con i gestori per la sanificazione e la messa in sicurezza di campo e spogliatoi.

Questa componente riguarda sia direttamente le società sportive, sia i membri che ne fanno parte. Non sono esclusi dal protocollo i genitori o i tutori legali degli atleti inferiori a 18 anni, così come gli accompagnatori degli atleti disabili, figure che ricopriranno un ruolo importante nella tutela della salute dei tesserati.

Le disposizioni saranno valide a partire dalla ripresa delle attività dilettantistiche e giovanili, con tutte le società che dovranno uniformarsi alle direttive del protocollo. Un nuovo aspetto da considerare nelle variabili economiche della prossima stagione, aspetto che potrà essere ammortizzato dai 5 milioni di euro del Fondo Salva Calcio e dalle eventuali risorse a fondo perduto attraverso i bandi ministeriali. Il calcio dilettantistico e giovanile prova a ripartire.

Di Redazione Teleregione

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