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In aumento le intimidazioni verso amministratori

Avviso Pubblico ha presentato la nona edizione del Rapporto “Amministratori sotto tiro”. Nell’anno appena trascorso sono stati censiti 599 atti intimidatori di minaccia e violenza nei confronti degli amministratori locali

Avviso Pubblico ha presentato la nona edizione del Rapporto “Amministratori sotto tiro”. Nell’anno appena trascorso sono stati censiti 599 atti intimidatori di minaccia e violenza nei confronti degli amministratori locali. La Puglia si colloca al secondo posto a livello regionale: sono 71 i casi censiti nel 2019, in aumento del 20% rispetto al 2018, quando furono 59.

È la provincia di Foggia la più bersagliata dell’anno, con 21 casi censiti (+50% rispetto al 2018). Nel capoluogo si segnalano i reiterati atti intimidatori che hanno colpito l’Amministrazione eletta nel mese di giugno dal sindaco ai consiglieri. Situazione estremamente tesa a Monte Sant’Angelo dov’è stata rinvenuta una busta contenente un teschio umano e minacce di morte rivolte al sindaco Pierpaolo D’Arienzo, coordinatore regionale di Avviso Pubblico, alla sua famiglia e ad un assessore. Reiterati atti intimidatori – incendi di auto e minacce verbali – si sono registrati anche Cerignola e soprattutto Manfredonia, due Comuni che nel corso del 2019 sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose. Atti incendiari si sono verificati a Peschici, intimidazioni ad Orta Nova, mentre a San Giovanni Rotondo e Carapelle sono stati incendiati il parco mezzi per la raccolta rifiuti e un centro di smistamento.

Pressoché stabili le intimidazioni registrate nella provincia di Bari con quattordici casi, distribuiti in undici Comuni. I casi più gravi ad Altamura, Polignano, Gioia del Colle e a Cellamare dove sono state recapitate ai sindaci buste contenenti minacce e bossoli di pistola.

Casi analoghi anche a in provincia di Lecce dove, nel Comune di Parabita, già sciolto per mafia nel 2017, ci sono state lettere di minacce ai tre commissari prefettizi e ad un candidato alle amministrative, che ha poi ritirato la candidatura dopo aver ricevuto una busta con tre cartucce calibro 12 e un manifesto funebre.

Nella provincia di Barletta – Andria – Trani sono sette i casi registrati e sono in aumento le intimidazioni. Casi si sono registrati a Canosa e Trinitapoli dove, persone non identificate, si sono introdotte nel cimitero per danneggiare la cappella di famiglia del vicesindaco.

Otto i casi censiti, invece, nella provincia di Brindisi. I più gravi sono stati rivolti all’ex sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella: questo ha spinto la Prefettura a dotare l’uomo di una scorta.

Quattro i casi che si segnalano, infine, nella provincia di Taranto per l’incendio di due auto ad assessori di Torricella e Monteiasi.

“Il fenomeno è in crescita e richiede attenzione perché i sindaci e gli amministratori rappresentano il punto di riferimento immediato per le comunità provate dagli effetti della pandemia. L’intimidazione contro un sindaco non solo è un’offesa alla comunità, ma è una lesione dei valori alla base del vivere civile, del principio di democrazia”, ha commentato il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

 

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