La città ricorda l'oro olimpico di Pietro Mennea - TELEREGIONE
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BARLETTA

La città ricorda l’oro olimpico di Pietro Mennea

Recupera, recupera e vince. L’emozionata telecronaca di Paolo Rosi risuona ancora nelle orecchie di chi c’era, di chi ha vissuto la gara che rappresenta un po’ la metafora del percorso sportivo di Pietro Mennea

Recupera, recupera e vince. L’emozionata telecronaca di Paolo Rosi risuona ancora nelle orecchie di chi c’era, di chi ha vissuto la gara che rappresenta un po’ la metafora del percorso sportivo di Pietro Mennea caratterizzato dalla volontà di andare sempre oltre ogni limite. Quarant’anni dopo quel 28 luglio 1980 il ricordo dell’oro olimpico nei 200 metri conquistato dalla Freccia del sud a Mosca è ancora vivo e il rinato Gruppo Sportivo Avis Barletta ha tributato al campione che proprio con quella maglia ha mosso i primi passi il doverso omaggio. A rivere le sensazoni di quella storica giornata il giornalista Nino Vinella.

Il segreto di Pietro Mennea? A svelarlo è lo stesso Vinella il quale spiega anche la scelta della “salita del vaglio” come luogo del ricordo dell’impresa. 

La costanza, la perserveranza e la voglia di vincere di Pietro Mennea rappresentano un esempio per tutte le generazioni di atleti. Mennea è stato naturalmente anche il faro di Veronica Inglese, mezzofondista barlettena protagonista alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016, cresciuta con il mito della Freccia del Sud ed ora in prima linea per trasmettere quella che secondo lei è stata la più grande eredità lasciata dal campione. 

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