La squadra di Mignani agguanta il pareggio nei minuti di recupero al termine di una gara dominata

 

Una finale di andata disputata in maniera gagliarda, un risultato che va stretto, ma la consapevolezza di averne ancora. Il Bari esce dall’Unipol Domus di Cagliari con un pari agguantato in extremis ma che non rende onore alla messe di occasioni collezionate e sciupate, al cospetto di un insuperabile Radunovic.

Non ce la fa capitan Di Cesare, Ricci è squalificato; Mignani parte con il suo proverbiale 4-3-1-2, e con tre novità rispetto al SudTirol: Mazzotta e Zuzek in difesa, Benedetti a centrocampo.

Speculare la formazione sarda, che ha le idee ben chiare in avvio di gara. Mancosu al cross, Lapadula al colpo di testa: 1.0 ed avvio shock per i biancorossi, che però raccolgono subito le idee, complice l’ulteriore schiaffo a salve del raddoppio, poi annullato, da parte dello stesso peruviano. Il Cagliari produce il massimo sforzo, qui Deiola colpisce la traversa bene imbeccato da Mancosu. Ma è il Bari a iniziare a carburare, con il suo bomber, quel Walid Cheddira che fa ripetutamente le prove del goal, ma non inquadra la porta. Potenziale svolta del match ad 8 dall’intervallo. Cross di Esposito, autentico uomo ovunque, Nandez colpisce la sfera col braccio. Un Var Check decreta il penalty che tuttavia proprio Cheddira fallisce, consegnandolo a Radunovic. Finale di frazione ancora stregato per l’italo marocchino, il quale, su corner battuto da Esposito, manda clamorosamente a lato. Avvio di ripresa, il Bari non desiste, ma non molla l’estremo difensore serbo che sembra parare proprio tutto, su Cheddira e Benedetti in particolare.

Il Bari è padrone del campo ma la gara sembra stregata. Girandola di cambi, Bellomo, Folorunsho e l’ex Damir Ceter. Il colombiano è motivatissimo, e subito protagonista, ma manco a dirlo, ancora una volta Radunovic dice di no. Sembrava fatta per Sir Claudio, ma ancora il Var interviene, oltre il 90°. Folorunsho viene arpionato da Altare. È calcio di rigore. Clamoroso l’ingresso in campo di Mirko Antenucci, cui Mignani chiede se se la sentisse, a freddo, di calciare un pallone incandescente. E dal dischetto, proprio come in campionato, il Lupo di Roccavivare è freddissimo: Radunovic deve inchinarsi, per il gol del pareggio che appare strameritato. Il Cagliari fiuta già i sessantamila del ritorno, e prova la zampata con Prelec, minuto 102. Mariani decreta la fine delle ostilità. Un 1-1 prezioso, che consente di giocare su due risultati. Ma i tanti, troppi errori sotto porta potrebbero costare caro, sulla distanza dei 180 minuti.