Era rimasto ucciso nella deflagrazione verificatasi ad Andria, mentre veniva preparato materiale esplosivo destinato agli assalti ai bancomat: l’ultimo saluto a Giandomenico Palmieri, detto ‘Giando’, è avvenuto nelle prime ore del mattino a Stornara, con i funerali svoltisi in forma privata su ordinanza della questura.
Il corpo dell’uomo di 41 anni era rimasto dilaniato, insieme ad un’altra vittima, dall’esplosione di un ordigno artigianale nella notte tra il 3 e il 4 settembre, nel cortile di una villetta lungo la statale 155 nel territorio andriese.
Negli scorsi giorni, inoltre, era stato disposto a Stornara anche un altarino in memoria dell’uomo, con dei lumini e uno striscione rappresentante una fotografia di Palmieri e una frase: “Mentre a te quella notte venivano donate un paio d’ali, a noi è rimasto il peso dell’assenza”. Questo il gesto di vicinanza da parte di familiari, amici e conoscenti. L’altarino è rimasto per alcuni giorni in piazza Matteotti, diventando il punto di raccolta di messaggi e ricordi, ma ritrovandosi al contempo anche al centro di una sorta di confronto pubblico. L’allestimento, infatti, aveva suscitato reazioni contrastanti, con una parte dell’opinione pubblica che avrebbe preso le distanze da tale celebrazione.
Nella mattinata di martedì 22 settembre, poi, l’allestimento sarebbe stato fatto rimuovere su decisione delle Forze dell’Ordine (questo quanto comunicato dall’amministrazione comunale), per una vicenda che a Stornara ha finito per intrecciare il dolore privato per una morte violenta e le inevitabili tensioni legate alla vicenda giudiziaria.