Il diritto all’affettività riguarda anche i detenuti, a stabilirlo una recente sentenza della Corte Costituzionale che dichiara illegittimo il divieto assoluto di colloqui intimi con il partner in carcere. Tali incontri devono poter avvenire senza controllo visivo costante, salvo esigenze di sicurezza giudiziarie. Di qui le cosiddette “stanze dell’affetto”, veri e propri spazi di intimità all’interno delle mura penitenziarie: se n’è parlato ad Andria, in un incontro al Seminario Vescovile, tappa della più ampia rassegna culturale del Festival della Disperazione.
Il sovraffollamento carcerario resta uno dei principali ostacoli all’attuazione del diritto all’affettività, tanto da essere definito dagli esperti una patologia del sistema. Non mancano, però, resistenze e pregiudizi, presenti tra gli stessi detenuti.