Savino Montaruli

Un decesso sospetto per listeriosi ad Andria accende il dibattito sulla gestione sanitaria del caso e, soprattutto, sui tempi di comunicazione tra istituzioni. A sollevare la questione è l’associazione di rappresentanza Unibat, attraverso il suo Ufficio di Presidenza, guidato da Savino Montaruli.

Al centro della vicenda la morte di un uomo di 74 anni, avvenuta il 9 marzo scorso. Secondo quanto riportato, a distanza di circa un mese l’Asl BT non avrebbe ancora trasmesso al Comune di Andria gli atti ufficiali relativi al decesso e all’eventuale rischio legato alla listeriosi.

Una circostanza che, se confermata, viene definita “gravissima” dall’associazione. “Il sindaco è la massima autorità sanitaria a livello locale ed è responsabile della tutela della salute pubblica – si legge nella nota -. Qualora fosse vero che l’Asl non abbia ancora comunicato gli atti ufficiali, si tratterebbe di una situazione estremamente preoccupante”.

Nel mirino anche le dichiarazioni del vicesindaco, ritenute insufficienti. Secondo Unibat, “la gestione della listeriosi prevede protocolli ben definiti a livello nazionale e regionale, che includono l’obbligo di notifica e una serie di procedure per la sorveglianza, la diagnosi, la prevenzione e il controllo di eventuali focolai”.

L’associazione sottolinea come “il ritardo nella comunicazione ha contribuito ad alimentare l’allarme tra la popolazione, soprattutto nel periodo pasquale, aumentando le preoccupazioni legate alla sicurezza sanitaria.

“Ci saremmo aspettati chiarimenti immediati, invece si resta in attesa di sviluppi, senza affrontare il nodo centrale della mancata comunicazione tra Asl e Comune”, prosegue Montaruli.

La vicenda resta ora al vaglio delle autorità competenti, mentre cresce l’attenzione sul tema della prevenzione e della gestione dei casi di sanità pubblica sul territorio.