Romeo e Giulietta tornano in scena in una veste nuova, intima e contemporanea, nell’ambito del Festival Castel dei Mondi. 
Lo spettacolo dal titolo “Giulietta e Romeo – stai leggero nel salto” viene così riprodotto nelle serate dell’11 e 12 settembre nell’Auditorium Mons. Di Donna della città di Andria. 
Non soltanto la tragedia degli amanti di Verona, ma il racconto di un amore possibile, di un futuro mai vissuto e di tutte quelle occasioni che, nella vita, possono sfuggire. 
È un vero e proprio concerto-spettacolo quello ideato da Roberto Latini, attore, autore e regista pluripremiato. 
In scena, insieme a Federica Carra, dà vita a cinque quadri, cinque movimenti come in una suite musicale, dove il testo di Shakespeare incontra il canto, la musica dal vivo e atmosfere rock. 
Una riscrittura asciutta, musicale, lontana dalla rappresentazione più tradizionale della tragedia. 
Al centro ci sono loro: Romeo e Giulietta, con la loro passione, la loro fragilità e soprattutto con la nostalgia di qualcosa che non hanno avuto il tempo di vivere. 
Proprio questo è ciò che rende la loro storia ancora così attuale, perché dietro i due giovani amanti ci siamo anche noi con i desideri lasciati indietro, le possibilità non colte, le scelte che avremmo potuto fare e i futuri che abbiamo soltanto immaginato. 
Il teatro diventa così memoria, emozione, ma anche disincanto, con la musica che accompagna questo viaggio, dando nuova voce alle parole di Shakespeare e trasformando la tragedia in una riflessione sulla bellezza fragile dell’amore. 
Un amore che nonostante tutto, continua a parlare al presente, perché Romeo e Giulietta non sono soltanto una storia finita male, ma sono anche il simbolo di quella leggerezza e di quel coraggio necessari per continuare a credere nelle possibilità della vita. 
Un nuovo incontro tra teatro e musica, che attraversa Shakespeare, per restituirci a distanza di secoli, una domanda ancora profondamente contemporanea: quante storie d’amore e quante possibilità, restano sospese semplicemente perché non abbiamo avuto il tempo di viverle.