Rafforzare il ruolo dell’ingegneria nella pianificazione e gestione dei porti italiani: questo l’obiettivo del convegno nazionale sulle infrastrutture portuali svoltosi a Barletta, presso il cinema Paolillo, dal titolo “Porti Verdi – Politiche infrastrutturali di gestione sostenibili”. Al centro del dibattito, efficienza energetica, fonti rinnovabili e sviluppo sostenibile dei porti italiani, alla presenza, tra gli altri, di Roberto Petri, presidente Assoporti e Francesco Mastro, presidente AdSP Mare Adriatico Meridionale, il quale ha fatto il punto sulla situazione in Puglia dei piani regolatori portuali. “Noi siamo stati il primo porto, quello di Brindisi, ad aver approvato un piano regolatore portuale dopo la riforma del 2016, ed è in dirittura d’arrivo quello di Bari, di Manfredonia, stiamo anche provvedendo a quello di Barletta, e quindi posso dire che la Puglia è all’avanguardia, siamo tra i primi posti nei tempi per l’approvazione dei piani regolatori portuali”.
Un momento di confronto sulle politiche infrastrutturali sostenibili, con lo stesso presidente Mastro che ha evidenziato anche come sia in forte fermento la situazione in Puglia per i Porti Verdi: “Siamo praticamente quasi i primi ad aver accelerato sul cold ironing, che comunque è una di quelle misure immediate, di soluzione di uno dei problemi che attanagliano i porti per definizione. I porti per definizione sono dei luoghi sporchi, dove c’è fumo, c’è traffico sia di autotrasporti che di navi. Noi abbiamo già cominciato da qualche tempo un’attività di pulizia per quelle che sono le infrastrutture”. Sottolineato, poi, dal presidente Assoporti, il primo obiettivo di tutte le autorità portuali e degli stakeholder, nonché quello di cercare di mantenere i traffici a livello pre-crisi medio-orientale.