Ancora un pareggio per il Barletta, che impatta 0-0 contro il Ferrandina. A fine partita Massimo Pizzulli analizza il momento: “C’è amarezza per questo 0-0 – ha dichiarato il tecnico biancorosso– perché la squadra ci ha provato, ma è mancata cattiveria e concretezza. Abbiamo giocato, sì, ma poi bisogna trasformare in gol tutto quello che si crea”.
Il tecnico ha sottolineato un dato particolare: “Abbiamo battuto 21 calci d’angolo. Sinceramente, a memoria mia, è un numero che raramente capita. Di questi, forse solo in un paio abbiamo realmente creato i presupposti per segnare. Uno in particolare con Di Cillo. Questo fotografa il momento della squadra: non riusciamo ad essere incisivi. Ventuno calci d’angolo e una sola occasione, per me è impensabile”.
Sulle difficoltà nei piazzati: “Abbiamo sempre avuto Guadalupi come battitore. Ora non ce l’abbiamo più, ci proviamo con Piarulli ma non siamo molto precisi. Abbiamo battuto anche troppo velocemente, con frenesia, senza aspettare l’arrivo dei difensori centrali in area. Questo ci ha penalizzato”.
Nonostante ciò, l’allenatore si dice soddisfatto della prestazione: “Abbiamo sviluppato il gioco in maniera ordinata, non abbiamo concesso nulla. Il rammarico è non aver capitalizzato la mole di lavoro. Abbiamo creato tanto, soprattutto con i cross e con le palle messe in area, ma arriviamo sempre secondi. E questo non va bene”.
Sui singoli: “Ho visto Di Ieva crescere molto, Di Cillo è stato importante, Giambuzzi eccezionale al rientro. Lattanzio e Da Silva hanno avuto palloni sfruttabili, ma ci è mancata la fame sotto porta. Da Silva deve sbloccarsi, così come La Monica. Gli attaccanti devono trovare il gol, anche sporco, anche su seconde palle».
Il tecnico insiste sul concetto: “Dobbiamo avere più convinzione, più cattiveria. Arrivano almeno 25 palloni in area a partita: non possiamo arrivare sempre in ritardo. A Barletta non si può avere paura: negli ultimi 20 metri serve rabbia, fame, voglia di buttarsi sul pallone”.