Ad un certo punto qualcuno la dava per un’impresa ormai impossibile, ma ecco che – 18 anni dopo – il Barletta torna capolista solitaria del Girone H di Serie D. A gennaio il -7 dalla Paganese, oggi il primo posto è realtà.
Malagnino-Lattanzio, sono loro a risolvere la contesa di Gravina, uno degli impegni più ostici per i biancorossi in questo rush finale: a dimostrarlo l’avvio complicato di gara, un Barletta inizialmente contratto prima di prendere le misure ai murgiani e vincerla da grande squadra.
Missione compiuta anche al “Vicino”, altre sei tappe al traguardo da padroni del proprio destino.
Quella fame che Massimo Paci, dall’approdo all’ombra di Eraclio, è finora riuscito a trasmettere al suo Barletta: otto vittorie ed un pareggio col tecnico fermano in sella, biancorossi con lui imbattuti e capaci di rimontare sette punti sulla vetta, conquistata con una rincorsa lunga nove giornate. La striscia positiva, in realtà, dura da ben quindici partite, quando in panchina c’era ancora Massimo Pizzulli, praticamente un girone fa, ossia dallo 0-0 sul campo del Fasano, avversario che il Barletta affronterà al “Puttilli” il 12 aprile, scontro diretto che potrebbe decidere il campionato.
Sarà l’occasione per rivedere in campo Malcore dopo cinque turni di squalifica, per il momento ci ha pensato l’immortale Lattanzio a non farlo rimpiangere, decisivo da bomber vero nel marchiare a fuoco la vittoria di Gravina, così come quella di Pagani, due successi valsi il primato. Al “Vicino” il suo quarto gol consecutivo, settimo stagionale, Paci non può farne a meno: a 37 anni ci sono tutti i presupposti affinché bomber Lattanzio confezioni l’ennesimo capolavoro della sua carriera, ma per questo bisognerà continuare a lottare fino al fatidico 3 maggio.
