BARLETTA – Il plesso scolastico Massimo D’Azeglio di Barletta sarà finanziato con fondi statali e non più con il PNRR. I lavori di manutenzione previsti per riqualificare il primo istituto cittadino non rientreranno nel Piano di Ripresa e Resilienza, ma passeranno sotto una nuova gestione economica. È quanto emerge dall’incontro che si è tenuto a Roma tra il sindaco di Barletta Cosimo Cannito, il Ministro per gli Affari Europei e il PNRR Tommaso Foti e il capo della Struttura di Missione PNRR Antonio Palmisano.
Non essendo più sotto l’egida del Piano di Ripresa e Resilienza, la scuola D’Azeglio non sarà più sottoposta ai vincoli delle tempistiche, che avrebbero imposto la restituzione dei fondi in caso di mancato inizio o completamento dell’opera entro le scadenze prefissate, per le quali Cannito non aveva ottenuto alcuna proroga. I fondi statali, stando a quanto riportato direttamente dal primo cittadino, non sono sottoposti a parametri temporali, un fattore che permette di ripensare il progetto in modo tale da provare a far rientrare anche prima alunni e docenti nel plesso tra via Imbriani e via De Nittis.
I lavori restano divisi in due stralci, il primo dei quali da 3,6 milioni di euro, inizialmente finanziati per 3,2 milioni dal PNRR e per 400mila euro dalle casse comunali. Adesso, con il passaggio ai fondi statali, non ci sono più i criteri burocratici da rispettare ma restano, e molto urgenti, quelli logistici. Il primo stralcio dei lavori avrà la durata di 420 giorni ed è necessaria una partenza a stretto giro per garantire il rispetto di alunni e docenti, sui quali aleggia lo spettro della ricollocazione provvisoria in altre strutture cittadine.