Organizzazione e progettualità sommate ad esperienza e mentalità vincente: questo il giusto mix che ha contraddistinto il Bisceglie targato 25/26, annata culminata dalla tanto attesa promozione in Serie D, obiettivo prefissato in estate. La partita col Canosa, terminata con una sconfitta indolore, si è giocata a centinaia di chilometri di distanza, dando uno sguardo anche ai marchigiani del Montecchio Gallo che, usciti vittoriosi nel proprio campionato, hanno di fatto consegnato la D anche al club nerazzurrostellato. L’orgoglio del presidente Antonio Mari si tocca con mano nel post gara.
Un Bisceglie ritrovatosi a lottare su due fronti da metà febbraio in poi, ma che senza disunirsi e con tanta pazienza, è riuscito a centrare l’obiettivo. Quel recupero con lo Spinazzola dello scorso 26 marzo ha portato gli stellati a deporre le armi in campionato rispetto ad un Brindisi ormai spedito, con la Coppa individuata inevitabilmente come porta principale per il salto di categoria. Dai gol dell’intramontabile Lopez alle geometrie di Lavopa, passando per il carisma di capitan di Fulvio e le parate di Baietti, fino ad arrivare al lavoro di mister Di Meo, di tutta la dirigenza e della presidenza: la Serie D è realtà a Bisceglie. Per Senè e compagni resta da onorare l’ultima di campionato in casa dell’Acquaviva, ma soprattutto bisogna concludere al meglio la stagione, cercando di portare a casa un altro trofeo: il prossimo 9 maggio, infatti, sarà sfida al Montecchio Gallo per la finale di Coppa al Bonolis di Teramo.