Dopo la pubblicazione di un file con appunti sui candidati. E il Codacons valuta azioni legali: “Va annullato”
Un documento rimasto online solo pochi minuti ha scatenato una polemica destinata a lasciare strascichi. Sul sito del Consiglio nazionale del Notariato è comparso un file relativo al concorso per notai del novembre 2024, contenente, accanto ai nominativi dei candidati risultati idonei alla prova scritta, annotazioni come “carina”, “graziato”, “fenomeno”, oltre a riferimenti a figure religiose quali san Mattia Apostolo, san Pancrazio e san Filippo Neri.
Il file è stato rapidamente rimosso, ma nel frattempo erano già stati effettuati e diffusi online diversi screenshot. Sui social si sono moltiplicati commenti di indignazione e annunci di possibili ricorsi. Tra le espressioni circolate in rete si leggono frasi come “una pietra tombale sulla meritocrazia” e “i famosi santi in paradiso”, con riferimenti al sistema di annotazioni associato ai nomi di alcuni aspiranti notai.
Nel documento comparivano ulteriori appunti quali “geniale” e “salvato sul civile”, insieme a citazioni di santi come san Beniamino e santa Caterina di Svezia, oltre a un richiamo all’Annunciazione del Signore. Elementi che hanno sollevato interrogativi sul rispetto dell’anonimato che deve caratterizzare le prove scritte nei concorsi pubblici.
Il concorso in questione riguarda circa 400 posti su base nazionale e ha già visto lo svolgimento delle prove scritte. I candidati ammessi all’orale sarebbero circa 250. La diffusione del file ha alimentato dubbi sulla regolarità della procedura e sull’eventuale violazione delle regole concorsuali.
Sulla vicenda è intervenuto il Codacons, che in una nota ha annunciato di stare valutando azioni legali per ottenere l’annullamento del concorso. Secondo l’associazione, “gli elementi contenuti nel file farebbero presumere una possibile violazione dell’obbligo di anonimato e alimenterebbero sospetti di favoritismi. Siamo pronti a promuovere ricorsi a tutela dei candidati esclusi e a chiedere la ripetizione delle prove scritte”.
La vicenda potrebbe ora aprire la strada a contenziosi giudiziari, mentre resta da chiarire come il documento sia stato pubblicato e quali siano le eventuali responsabilità.
