Il sindaco di Canosa di Puglia, Vito Malcangio, alza la voce in merito al Presidio Post-Acuzie della città, tema di discussione in Regione nel corso dell’audizione tenutasi in Commissione alla presenza dell’assessore regionale alla sanità Donato Pentassuglia, il commissario straordinario dell’ASL BT Tiziana Dimatteo, l’europarlamentare Francesco Ventola e diversi consiglieri.
Per il presidio medico canosino, che a gennaio rischiò l’interruzione dei turni notturni per mancanza di personale, sarebbe prevista, secondo il piano di riordino ospedaliero, l’attivazione di diversi servizi sanitari oggi mancanti.
Se la notizia positiva, dopo l’audizione, è l’apertura della Casa di Comunità, in programma per il 1 giugno, servirà invece attendere per il Centro Risvegli, ancora chiuso. “È fondamentale che venga riaperto, è una struttura che attendiamo da anni, oggi esposta al degrado” reclama la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Tonia Spina. “In attesa di definizione chiediamo che la sua gestione sia pubblica” aggiunge il sindaco Malcangio, annunciando una serie di incontri con l’assessore Pentassuglia al fine di sottoscrivere un protocollo condiviso tra Regione, Comune e ASL BT, chiesto all’unanimità dal consiglio comunale di Canosa a gennaio.
La questione del Presidio Post-Acuzie aveva infatti già suscitato le lamentele della città a inizio anno, quando il 75enne Sabino Armagno indisse lo sciopero della fame all’interno dell’ospedale richiedendo il mantenimento dei turni notturni e l’attivazione delle prestazioni previste.
L’apertura della Casa di Comunità sarà il primo passo in attesa del Centro Risvegli e di diverse attività sanitarie e servizi poliambulatoriali che da tempo, secondo il Piano di Riordino Ospedaliero, avrebbero dovuto essere implementati.