Quel Cerignola che viaggiava a ritmo da big fino a febbraio ha lasciato il posto ad una squadra bella sì, ma incostante. A dirlo sono i numeri, alle tre vittorie consecutive conquistate al “Monterisi” nell’ultimo periodo si contrappongono le altrettante sconfitte maturate in trasferta: Cosenza, Cavese e Atalanta U23 hanno mostrato le contraddizioni di un Audace bello e spregiudicato ma anche fragile difensivamente.
A Cava le motivazioni hanno fatto la differenza, prestazione non all’altezza degli standard gialloblù, negli altri due casi prova complessivamente positiva, seppur la retroguardia di Vincenzo Maiuri abbia scricchiolato: sono ben undici i gol incassati dal Cerignola nelle ultime cinque partite, dato inaspettato se si pensa che, fino al k.o. di Cosenza, i gialloblù avessero incassato due soli gol nel girone di ritorno.
A Caravaggio una serata complicata per capitan Martinelli e i colleghi di reparto Gasbarro e Cocorocchio, in grande difficoltà contro i giovani e frizzanti attaccanti bergamaschi, amnesie difensive emerse anche contro il Trapani, nonostante la vittoria, e nelle sfide con Cavese, Cosenza e Casarano.
E pensare che quella stessa retroguardia era stata capace di collezionare addirittura otto cleansheet nelle precedenti quattordici partite. Mister Maiuri ha più volte sottolineato come non ci si debba accontentare, specialmente quando il suo Cerignola si è trovato a raccogliere meno di quanto avrebbe potuto. “Mi aspettavo uno step maggiore”, ammette deluso dopo il k.o. contro l’Atalanta U23, parlando di partita regalata e di poca maturità dinanzi all’ambizione di andare oltre l’attuale ottavo posto. Il tecnico ha più volte rimarcato il rammarico per una serie di punti persi a sua detta ingenuamente nel corso di questo campionato.
Ora il doppio impegno casalingo, contro Sorrento e Giugliano, in cui il Cerignola dovrà blindare il piazzamento playoff – ritrovare continuità – per arrivare al meglio al delicato incrocio di Crotone e dare un senso al finale di stagione.
Foto: Audace Cerignola