Tra storie, destini e tabù da interrompere. Foggia-Salernitana è e sarà molto più di una semplice partita: corsi e ricorsi storici negli incroci tra le due squadre, affrontatesi in sfide lunghe ben 95 anni, dall’antico 1930 ai giorni nostri, che stavolta allo Zaccheria daranno vita ad un match molto delicato per la compagine rossonera. Già, perché la sabbia continua a scivolare inesorabilmente nella clessidra, e c’è una retrocessione da evitare a tutti i costi. La prima in Serie D, sul campo, dell’ultracentenaria storia del Foggia. Quella storia che dice 26 precedenti totali giocati nel capoluogo dauno contro i granata, con il bilancio che pende in favore dei pugliesi, vittoriosi in 18 occasioni, contro i soli 3 successi della Salernitana (5 i pareggi che completano il quadro). Curioso come il Foggia mai sia uscito sconfitto negli ultimi 6, con l’ultima affermazione campana risalente ad esattamente trent’anni fa in Serie B: era il 3 marzo 1996 e l’allora formazione di Franco Colomba vinse 3-1 contro il Foggia di Delio Rossi.
Le coincidenze? Una squadra, quella rossonera, virtualmente retrocessa, nei bassifondi della classifica e con il campo successivamente squalificato per invasione. Quella stessa società, però, dopo i guai giudiziari di don Pasquale Casillo, il divorzio da Zdenek Zeman e l’amara retrocessione in cadetteria, riuscì a centrare l’obiettivo salvezza con Tarcisio Burgnich alla guida. In piena contestazione, venne via via recuperato il distacco rispetto alla quintultima e, grazie ad un filotto di risultati utili, alla fine si evitò il peggio salvando la categoria.
Categoria da salvare senza se e senza ma per l’attuale Foggia targato Gennaro Casillo che, seppur non abbia il destino nelle proprie mani, vuol crederci incessantemente non avendo nulla da perdere, e continuando a mantenere quella promessa al suo popolo di voler festeggiare in piazza nel mese di maggio.