eni
Foto: Emmanuele Mastrodonato, ufficio stampa Bisceglie

Il guanto di sfida era stato già lanciato nelle prime giornate, quando mister Pino Di Meo, senza un briciolo di esitazione, aveva rivendicato per il suo Bisceglie un posto al tavolo delle grandi. Ora che i nerazzurri hanno quasi fatto cifra tonda, portando a casa la nona vittoria in dieci partite giocate grazie all’acuto esterno di Novoli, quelle dichiarazioni trovano piena conferma nei numeri e nella continuità del percorso. Un dominio quasi incontrastato, con il Brindisi come unica superstite a contendere la vetta a Baietti e compagni. I biancazzurri di Ciullo, infatti, viaggiano con due lunghezze di svantaggio dal Bisceglie, che ha portato a casa 52 punti. Numeri impressionanti, fondamentali per staccare anche Canosa e Taranto, a cui servirà un’impresa per colmare il gap.

A confermare le potenzialità del Bisceglie, però, non ci sono solo i freddi numeri. Perché in tanti hanno sottovalutato il lavoro del direttore sportivo Danilo Dammacco. Una rosa solida, costruita in estate con calciatori che hanno già vinto il campionato di Eccellenza come Vito Lavopa e Giuseppe Lopez, poi puntellata nelle varie finestre di calciomercato grazie agli arrivi di Nicola Citro e Claudio Maffei. Nessun stravolgimento in corsa, solo una buona programmazione che continua a produrre effetti concreti sul campo.

La strada, dunque, è tracciata, ma il Bisceglie cercherà di non lasciare nulla di intentato. Oltre al campionato, i nerazzurri si sono assicurati un posto in finale di Coppa Italia Dilettanti, dove attendono una tra Gallipoli e Taranto. Mettere in bacheca il primo trofeo darebbe ulteriore peso alla stagione.