Non è semplice, ma prima o poi si dovrà pur fare: cercare di azzerare tutto e ripartire. In casa Foggia si necessita di una svolta, urge, ora più che mai, mettersi alle spalle soprattutto mentalmente, questo lungo periodo di black-out fatto di dieci sconfitte di fila e tentare di rimettersi in carreggiata quantomeno per i playout. L’ultima volta in cui si è andati a punti risale ormai allo scorso 18 gennaio: tanto, troppo tempo è passato da quella gara con il Giugliano, per rendere l’idea, la prima sotto la gestione Casillo-De Vitto.
Da una campana all’altra, da quel Giugliano per l’appunto al Benevento affrontato domenica scorsa, passando per la prossima: sulla strada dei rossoneri, c’è infatti la sfida sul campo della Cavese, per una trasferta che si prospetta alquanto ardua e delicata. Sia per il momento interno, sia per il rendimento dell’avversario, in striscia positiva al Lamberti da cinque uscite grazie a 3 vittorie (tra l’altro tutte con clean sheet) e 2 pareggi.

Nonostante prosegua il momento no, la classifica non condanna ancora il Foggia, che numeri alla mano è tuttavia in corsa per la salvezza al netto delle varie difficoltà e dei limiti fatti riscontrare sul piano tecnico-tattico e mentale. Di vitale importanza sarebbe tornare a muovere la graduatoria a Cava de’ Tirreni, anche considerando lo scontro diretto Siracusa-Picerno e l’impegno probante del Giugliano a Cerignola. Contro la Cavese, il tecnico Michele Pazienza dovrà fare a meno dei lungodegenti Petermann, Oliva e Brosco, ma spera di poter contare a pieno regime su Cangiano, sulla via del definitivo recupero. Da valutare, invece, le condizioni di Valietti, uscito anzitempo a Benevento.