Per il Foggia lo 0-0 maturato sul campo della Cavese è stato senza dubbio di vitale importanza per il morale e per tornare a muovere la classifica, ma è indubbio come in questa situazione, che resta comunque delicata e deficitaria, persista ancora il problema della sterilità offensiva. Cercasi gol disperatamente per i rossoneri che, tornati a far punti dopo un’astinenza di dieci partite, devono ritrovare al più presto anche la via della rete, evitando di restare ancora a digiuno se si vuol raggiungere l’obiettivo salvezza.
Il Foggia è a secco da quasi 400 minuti, nonché dallo scorso 28 febbraio contro il Casarano, quando fu D’Amico (tra l’altro miglior marcatore con appena 4 centri) ad esultare per l’ultima volta sbloccando la contesa alla mezz’ora di gioco. Da lì, un totale black-out che ha visto la squadra di Pazienza non andare a segno nelle ultime quattro uscite contro Team Altamura, Potenza, Benevento e Cavese.
Dopo 33 turni di campionato, la formazione rossonera detiene il primato non invidiabile di peggior fase offensiva del girone C con appena 25 gol segnati, bottino che dando uno sguardo anche agli altri due raggruppamenti di Lega Pro, fanno registrare le sole Pro Patria, Guidonia e Sambenedettese.
L’ultima volta in cui il Foggia toccò quattro match di fila senza gol risale a novembre scorso, ossia esattamente un girone fa. Fu Minelli di fatto ad interrompere quel digiuno, coincidenza del caso proprio contro il Trapani, prossimo avversario del Foggia (giustizia sportiva permettendo). Giovedì 26, il Tribunale Federale Nazionale si esprimerà in primo grado sui deferimenti per le scadenze di febbraio riguardanti il club siciliano, a rischio esclusione. Nell’attesa, il Foggia ha ripreso ad allenarsi da martedì al Croci Nord, dove è tornato in gruppo anche Brosco che però dovrebbe essere nuovamente arruolabile dalla trasferta di Cosenza. Da monitorare le condizioni invece di Oliva e Valietti.