Tasto stop, fine della corsa: alle 20.01 del 26 aprile 2026 la retrocessione in Serie D del Foggia diventa ufficialmente realtà. Il verdetto del campo è stato quello meno pronosticabile a inizio anno solare con l’avvento della nuova proprietà, ma probabilmente quello che nell’aria si respirava già da un po’ di tempo attorno all’ambiente. Soprattutto nel corso di tutte quelle sconfitte interminabili a cavallo tra febbraio e marzo, a cui si è riuscito a dare un freno troppo tardi. Il ko con la Salernitana per 3-1 nel silenzio dello Zaccheria, fa calare il sipario sulla stagione da incubo dei rossoneri.

“Ripartire” la parola chiave sottolineata in conferenza stampa dal presidente del Foggia, Gennaro Casillo, che definisce un dramma sportivo la retrocessione, ammettendo anche di aver fatto qualche errore. Passaggio, evidenziato anche da Giuseppe De Vitto, che seppur con rammarico lancia un messaggio forte e chiaro alla piazza in vista del futuro. Il Foggia abbandona il professionismo e retrocede sul campo, in D, per la prima volta nella sua storia dopo aver messo insieme più sconfitte di tutti, 23, e chiudendo con il minor numero di vittorie, peggior attacco e peggior difesa.