Era il 15 gennaio e ad un giorno di distanza rispetto alla firma sul contratto preliminare per l’acquisizione del Calcio Foggia 1920 da parte di Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto, si tenne la conferenza stampa di presentazione dei due giovani imprenditori, insieme al presidente della Fondazione Capitanata per lo Sport, Sario Masi. E fu proprio quest’ultimo a chiamare in causa anche Giuseppe Di Carlo, presidente della Camera di Commercio di Foggia, definito come “sintesi del tessuto imprenditoriale della città e della provincia”. Lo stesso Di Carlo, lanciò l’idea del cosiddetto “Modello Foggia”, con il coinvolgimento di tanti altri imprenditori al fine di avere nuove prospettive e un progetto che potesse essere lungimirante e ambizioso. Dopo poco più di quattro mesi, proprio l’imprenditore foggiano, presente alla conferenza di presentazione dell’Open delle Puglie, ha rimarcato a chiare lettere come tale modello possa essere realtà, col sostegno non solo imprenditoriale ma anche dei tifosi.
Calcio, che a Foggia potrebbe essere ancora a livello professionistico tramite la porta secondaria, a seguito del fallimento della Ternana e in caso di mancanze da un punto di vista infrastrutturale del Bra. L’eventuale partecipazione in Lega Pro, sarebbe di fondamentale importanza e da stimolo. E a proposito di imprenditori, a farsi avanti in casa Foggia era stato l’ex presidente Roberto Felleca, che aveva di fatto avanzato una proposta per l’acquisizione delle quote del club rossonero fino al 50%. Una proposta economica importante che vide anche un incontro con Casillo e De Vitto, ma a cui è seguito un passo indietro da parte dello stesso Felleca, per via soprattutto del parere negativo che la tifoseria rossonera aveva espresso.