Trovatelo voi un calciatore che a 37 anni, con sette campionati vinti sulle spalle, sceglie di sporcarsi ancora le mani, come se fosse un ragazzino in cerca di divertimento e vittorie.
In fondo Riccardo Lattanzio è un ragazzino, in questi casi la carta d’identità non conta. Parliamo del nuovo attaccante del Canosa, il club rossoblù si aggiudica un fuoriclasse per l’Eccellenza, il protagonista, l’eroe, il capitano del Barletta pochi mesi fa promosso in Serie C.
Lo ha rifatto, si è tolto la corona per tornare nell’inferno dell’Eccellenza, come tre anni fa, quando dopo aver trascinato l’Altamura tra i professionisti scelse il cuore e tornò proprio a Barletta con l’obiettivo di vincere due campionati: detto-fatto, operazione scalata portata a termine con l’apoteosi biancorossa dello scorso 19 aprile. Parliamo di un genio dell’area di rigore, reduce da tre promozioni consecutive.
Alla Città della Disfida un addio amaro, quello di chi ha sperato fino all’ultimo potesse esserci un lieto fine, lui che è diventato l’idolo della gente e che al biancorosso non aveva mai chiuso le porte: è mancata l’intesa sulle cifre, con un’offerta al ribasso che non ha potuto soddisfare le sue esigenze, il Barletta però ha deciso di puntare su un progetto fresco, ringiovanendo quella rosa di “volponi” capace di vincere in volata il Girone H.
Lo volevano un po’ tutti Riccardo Lattanzio, anche la “sua” Fidelis Andria, squadra della sua città già portata in trionfo in passato, il “suo” Bisceglie, trascinato in Serie C a suon di gol.
Più forte, però, è stata la caparbietà del Canosa, sin da subito in prima linea: affiancarlo a Matteo Di Piazza era il sogno del presidente Alessandro Di Nunno, i rossoblù si regalano probabilmente la coppia più forte dell’intera Eccellenza. A contare non solo la vicinanza a casa ma anche l’ambizione, quella stessa ambizione che aveva ritrovato in Barletta due estati fa. Dallo stimolo di restare in Serie C, anche per far da chioccia, a quello di doversi ancora una volta reinventare dalle polveri dei campi pugliesi: farlo dopo sette promozioni è forse più difficile, una missione per pochi, una missione che Riccardo Lattanzio ha dimostrato di saper portare a termine.
Riccardo Lattanzio (Foto: SSD Barletta 1922 - Sergio Porcelli)