Il mercato settimanale di Andria continua a essere privo di servizi igienici, mentre a Trani gli operatori e gli utenti potranno utilizzare, dal 2 dicembre, i nuovi bagni installati nell’area di via Falcone, oltre a quelli presenti nel Palazzetto dello Sport. Una situazione che solleva interrogativi tra gli ambulanti: cosa sta accadendo ad Andria?
“In città, nonostante l’atmosfera natalizia e l’accensione del grande albero donato da un cavaliere, gli operatori si aspettavano che almeno per il periodo festivo venissero ripristinati i bagni pubblici rimossi da tempo senza comunicazioni ufficiali – si legge in una nota diffusa dalla FIPAV-Unionecommercio -. L’assenza dei servizi contribuisce al deterioramento dell’area verde circostante, ormai divenuta un luogo improprio per i bisogni fisiologici, con gravi ricadute sul decoro urbano e sulla qualità della vita di residenti, utenti e lavoratori, in particolare le donne che frequentano o operano nel mercato”.
“L’unica alternativa ai bagni rimossi è rappresentata dai servizi presenti nella villa comunale, considerati però distanti e difficili da raggiungere”, spiegano i referenti mercatali dell’associazione FIVAP-Unionecommercio, che insieme a CasAmbulanti hanno effettuato un sopralluogo riscontrando “condizioni igieniche critiche”.
“È evidente che l’ASL ha il terrore di occuparsi di questa emergenza nel mercato settimanale di Andria e mentre interviene a Barletta con una lunga lista di prescrizioni, qui sembra non voler passare né rispondere alle sollecitazioni ricevute – affermano i rappresentanti di FIVAP -. Non sappiamo come definire questo atteggiamento; sta di fatto che le condizioni di estremo degrado sono deplorevoli. Non comprendiamo più come stiano andando le cose in questo territorio, ultimo in tutto, soprattutto nella qualità della vita. Resta il fatto che i silenzi ammazzano, uccidono e noi non vogliamo restare in silenzio, anche a rischio di fare quella fine”.
Le associazioni chiedono interventi immediati per garantire servizi essenziali e tutelare la sicurezza igienico-sanitaria del mercato, definendo la situazione attuale non più sostenibile.