È stato arrestato in Ungheria mentre cercava di attraversare il confine con la Serbia a bordo di un autobus: si tratta di Igli Kamberi, 40enne di nazionalità albanese, destinatario di un mandato di arresto europeo per detenzione di droga e già indagato nell’inchiesta sull’omicidio di Francesco Diviesti, il parrucchiere 26enne di Barletta ucciso lo scorso aprile.
Kamberi era irreperibile dal 27 aprile, due giorni dopo la scomparsa del giovane barlettano, il cui corpo semicarbonizzato, con segni di colpi d’arma da fuoco, fu ritrovato il 29 aprile in un rudere nelle campagne tra Canosa di Puglia e Minervino Murge. L’uomo è stato rintracciato a Roske, in Ungheria, e attualmente si trova detenuto nel penitenziario di Rebibbia, a Roma.
L’arresto è scattato in seguito alle indagini coordinate dalla Procura di Trani, che lo accusano di aver detenuto in concorso 24 chili di cocaina, nascosti in un garage di Barletta, insieme ad altri due complici italiani già arrestati. A incastrare Kamberi ci sono intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a servizi di osservazione effettuati dalla Squadra Mobile della Questura di Andria e dal Commissariato di Barletta.
Gli accertamenti a suo carico sono del centro operativo della Direzione investigativa antimafia e si inseriscono nell’inchiesta della Dda di Bari sull’omicidio di Diviesti. Oltre a Kamberi, risultano indagati per l’omicidio di Diviesti anche un 57enne e il figlio 21enne, un 25enne di Barletta e un 55enne di Minervino Murge, proprietario di una villa nelle vicinanze del rudere dove è stato ritrovato il cadavere, ora posta sotto sequestro. Per tutti l’accusa è di omicidio aggravato dal metodo mafioso.