Secondo l’accusa, i bilanci sarebbero stati falsificati in modo costante creando un’apparenza di solidità che avrebbe ingannato circa 70mila azionisti
È iniziata al Tribunale di Bari la requisitoria della Procura nel processo per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza che vede imputati Marco e Gianluca Jacobini, rispettivamente ex presidente ed ex vicedirettore generale della Banca Popolare di Bari.
Il procuratore Roberto Rossi ha parlato di “bilancio fasullo e di una situazione finanziaria che sarebbe stata coperta con un intervento da oltre un miliardo di euro a carico di azionisti ed Erario”. Secondo l’accusa, i bilanci sarebbero stati falsificati in modo costante almeno dal 2014, creando un’apparenza di solidità che avrebbe ingannato circa 70mila azionisti.
“È stata costruita un’immagine di buona salute a fronte di una situazione di default”, ha affermato Rossi sottolineando come “le informazioni fornite ai soci non avrebbero rispecchiato la reale condizione dell’istituto”.
Il procuratore ha richiamato anche i rilievi della Banca d’Italia, che già negli anni precedenti aveva segnalato criticità nell’assetto di governo e nelle funzioni di controllo.
Nel corso dell’udienza, Rossi ha inoltre contestato la gestione dell’istituto, definita “non orientata all’efficienza”, e la presunta manipolazione dei piani industriali per prospettare utili futuri ritenuti irrealistici. La requisitoria proseguirà nelle prossime udienze.
