La Rete nazionale scuola esprime contrarietà alla proposta avanzata da alcuni sindacati
Fa discutere il tema del contenimento dei consumi energetici e il possibile impatto sul sistema scolastico. Alcuni sindacati avrebbero avanzato l’ipotesi di estendere le misure contro il caro energia anche alla scuola, proponendo il ricorso alla didattica a distanza (dad) nell’ultimo mese dell’anno.
La prospettiva ha sollevato la netta opposizione della Rete nazionale scuola in presenza, composta da associazioni, comitati e organismi attivi nella difesa della didattica in aula. “Esprimiamo la più ferma contrarietà a un’eventuale reintroduzione della Dad per ragioni legate al risparmio energetico”, si legge in una nota.
“Le esperienze degli anni passati hanno già evidenziato in modo inequivocabile le criticità della didattica a distanza – sottolinea la Rete -. La Dad ha contribuito ad amplificare il disagio psicologico, relazionale ed educativo tra bambini e adolescenti, incidendo in maniera pesante sugli studenti più fragili. Non solo: la didattica online ha compromesso anche il diritto all’inclusione degli alunni con disabilità, limitando fortemente le opportunità educative e sociali”.
“La scuola non è un settore sacrificabile di fronte a emergenze economiche o tensioni internazionali – continua la Rete -. È gravissimo non solo sotto il profilo educativo, ma anche culturale e civile. Al contrario, proprio nei momenti segnati da conflitti e instabilità globale, la scuola dovrebbe essere rafforzata, in quanto luogo fondamentale per promuovere valori come la convivenza, il rispetto e la cooperazione”.
La critica si estende anche al criterio con cui verrebbero individuati i settori su cui intervenire per ridurre i consumi energetici. Secondo la Rete, “è illogico colpire ancora una volta la scuola, mentre altri comparti, come industrie, centri commerciali o trasporti, presentano livelli di consumo ben più elevati, senza tuttavia essere oggetto di analoghe proposte restrittive”.
“La scuola non può essere trattata come una variabile dipendente delle crisi economiche o belliche. Va difesa, sostenuta e preservata, sempre. Tanto più quando il mondo intorno sembra andare nella direzione opposta”, conclude la Rete nazionale scuola in presenza segnando un punto fermo: “Il ritorno alla Dad, anche solo temporaneo, è un passo indietro difficilmente accettabile”.