Piero Lacarbonara, presidente del Martina

L’interrogativo ricorrente che a fine stagione appassionati e addetti ai lavori si pongono, ormai da anni, è sempre lo stesso: ma questi playoff di Serie D serviranno davvero?
In parte la risposta appare scontata, no. Troppe le squadre che li vincono, ben nove (quanti i gironi), penalizzanti i criteri per l’eventuale ripescaggio, per cui le compagini retrocesse dalla Serie C hanno la priorità. Per far sì che la prima in graduatoria tra le vincenti dei playoff consegua il salto di categoria serve dunque “sperare”, tristemente tra mille virgolette, che ben due società di Lega Pro rinuncino ad iscriversi al prossimo campionato. Nonostante ciò, il coordinatore del Dipartimento Interregionale, Luigi Barbiero, mostra ottimismo.

L’attuale formato non rende il giusto merito agli sforzi dei club ambiziosi, costretti a lottare ed investire ingenti somme per un solo posto in Paradiso. Lampante, su tutti, l’esempio del Martina, giunto sul podio del Girone H per tre anni di fila grazie ad un progetto sostenibile, soltanto alle spalle di grandi corazzate, ma senza mai poter aver diritto al ripescaggio in Serie C.
La Lega Nazionale Dilettanti aveva già pensato ad una riforma della Serie D che prevedesse la riduzione ad otto gironi per far sì che la nona promozione tra i professionisti avvenisse tramite un maxi playoff nazionale. Per il momento, però, nulla di fatto.