Doveva essere la partita della svolta. Perché la vittoria sul Fasano aveva restituito una buona dose di autostima alla Fidelis Andria dopo un percorso fatto di pochi alti e tanti bassi. La gara di Nardò, invece, ha costretto la squadra a fare i conti con il passato. Al netto delle due reti firmate da Cipolletta e Gatto, che hanno reso meno amara la sconfitta del “Giovanni Paolo II”, i biancazzurri per 70 minuti hanno fatto da sparring partner ai padroni di casa, trascinati a un D’Anna incontenibile e autore di una tripletta.
Non proprio il miglior biglietto da visita per mister Pasquale Catalano, arrivato ad Andria per invertire la rotta dopo l’esonero di Giuseppe Scaringella. Lo score del tecnico barese certifica le difficoltà di una Fidelis che non sta di certo brillando nell’ultimo periodo, visti i sei punti racimolati e le quattro sconfitte con Martina, Gravina, Nola e lo stesso Nardò. Il vantaggio dalla zona playout è di appena tre lunghezze, con il Francavilla in Sinni che spinge per tirarsi fuori dalle sabbie mobili della classifica.
Guai, dunque, ad abbassare l’asticella dell’attenzione. Nel prossimo turno la Fidelis Andria al “Degli Ulivi” attende l’Heraclea, altra concorrente per la salvezza diretta. L’imperativo è uno solo: portare a casa i tre punti per evitare un finale di stagione in apnea.
