Doveva essere il vero turning point del derby: il colpo a gioco fermo di Bonnin su Marquez sembrava aver incanalato la contesa sui binari della Fidelis Andria, avanti di un gol e di un uomo sul rettilineo finale contro il Barletta. E gli episodi, fino a quel momento, sembravano segnali inconfutabili: il rigore respinto da Summa all’ex Fantacci a inizio ripresa e la rete del vantaggio firmata da Giorgione direttamente su calcio di punizione poco più tardi. Quel cartellino rosso sventolato all’indirizzo del difensore biancorosso, invece, si è trasformato nel più grande rimpianto di giornata per la Fidelis Andria. Nonostante la superiorità numerica, ci ha pensato un andriese doc come Riccardo Lattanzio a rimettere tutto in equilibrio. Un gol che ha amplificato l’amarezza di mister Scaringella per il pareggio del “Puttilli”.
Una partita ben interpretata dalla Fidelis Andria che – pur concedendo il pallino del gioco al Barletta – ha saputo opporsi con ordine per oltre 80 minuti. Le sostituzioni nello scorcio finale, però, hanno ridotto le chance di colpire in ripartenza: con Orlandi, Trombino e Banse fuori per Leveque, Daqune e Ronchi la Fidelis Andria ha quasi rinunciato ad attaccare.