Una manciata di giorni per cambiare completamente volto alla stagione e non solo. Punta in alto il Gravina, che ha messo nel mirino la Serie C, ma senza nessuna fretta. Perché prima di cercare il grande salto, la società del neo presidente Salvatore Debenedictis dovrà costruire fondamenta solide per non implodere. La rivoluzione è già partita e l’arrivo in panchina di Nicola Ragno è una chiara dichiarazione d’intenti nei confronti della concorrenza. Lo stesso tecnico, dopo un’annata sfortunata a Brindisi, cerca redenzione e Gravina può essere la piazza giusta per ripartire.

Per alzare l’asticella, però, servirà dare stabilità al progetto, evitando i saliscendi delle ultime annate. Dal 2016 in poi, anno in cui il Gravina ha portato a casa il campionato di Eccellenza, il club ha saputo costruire una piccola tradizione in Serie D tra salvezze insperate, stagioni tranquille e qualche campionato da mina vagante. Consolidarsi nella parte sinistra della classifica può essere già un buon viatico per ambire a qualcosa di importante nel tempo.

Lecito, dunque, aspettarsi sin da subito una squadra competitiva che potrà contare comunque su due vecchie conoscenze come Domenico Santoro e Giuseppe Chiaradia. Entrambi hanno sposato ancora una volta la causa Gravina dopo una stagione positiva nei numeri e nelle prestazioni. Santoro ha superato la doppia cifra con 14 reti e 3 assist in 33 presenze, mentre l’apporto di Chiaradia si è rivelato fondamentale sia per gli equilibri della squadra che per la salvezza diretta senza passare dai playout. Per quanto riguarda il parco under, invece, mister Ragno incassa le conferme di Ismael Issa Algueche e Alessandro Russo.