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Foto: Felice Losacco, ufficio stampa Gravina

Il veleno è nella coda. La sconfitta di Aversa ha lasciato l’amaro in bocca in casa Gravina. Non solo per il 3-2 finale, con il sorpasso dei campani proprio all’ultima curva, ma soprattutto per alcune scelte arbitrali che hanno portato la società murgiana a trincerarsi in un silenzio stampa che fa molto rumore. Sotto la lente d’ingrandimento, il contatto tra Ejjaki e Santoro giudicato regolare dall’arbitro, che ha portato successivamente il centrocampista italo-marocchino a pescare il coniglio dal cilindro.

Una decisione mal digerita dalla dirigenza gialloblù e dallo stesso Ragno, con il Gravina che ha incassato la settima sconfitta stagionale e ha chiuso nel peggiore dei modi il 2025. Ora, però, la squadra è costretta a dare uno sguardo anche allo specchietto retrovisore: i 22 punti racimolati nel girone d’andata non sono indice di tranquillità per l’obiettivo salvezza. In zona playout, la Sarnese è in netta risalita rispetto a un inizio di campionato complicato e la Real Normanna, grazie ai tre punti del “Bisceglia”, si ritrova ad appena due lunghezze dal Gravina.

La sosta natalizia sarà fondamentale sia per smaltire le tossine di una prima parte di stagione in chiaroscuro che per offrire qualche alternativa in più a mister Ragno. Il tecnico, già da diverse settimane, spinge per ottenere dalla dirigenza un attaccante in più, così da concedere un po’ di respiro a Santoro e Molina. I due calciatori, oltre a 12 reti equamente divise, hanno collezionato rispettivamente 16 e 17 presenze con un minutaggio elevato. Rimpolpare il reparto offensivo, dunque, diventa una priorità.