BARLETTA – «Puntare all’eliminazione fisica, perché hanno mirato al corpo, è un segnale gravissimo. Forse abbiamo toccato degli interessi personali molto delicati. La situazione è stazionaria, attendiamo l’intervento». Sono queste le prime, agghiaccianti parole di Giuseppe Di Bari, il presidente del Comitato di Quartiere Zona 167 di Barletta dopo la sparatoria di venerdì sera in via Leonardo da Vinci. L’esponente civico è stato raggiunto da due uomini in moto, uno dei quali è rimasto sul mezzo e l’altro gli si è fatto incontro mentre il 59enne si accingeva a chiudere la sede del comitato. Sette i proiettili esplosi, con alcuni dei colpi che hanno raggiunto Di Bari al polpaccio prima di rifugiarsi all’interno di un’attività commerciale adiacente. Nonostante i colpi alle gambe, dalla ricostruzione della vittima dell’agguato, l’arma era puntata al corpo.
Di Bari è stato soccorso dal personale del 118 giunto sul posto ed è stato trasportato nel reparto di ortopedia dell’ospedale Dimiccoli, dove l’équipe medica ha riscontrato corpi estranei a gamba destra, gamba sinistra e all’inserzione del tendine d’Achille sinistro. Sul luogo della sparatoria sono giunti Carabinieri, Polizia Locale e agenti del Commissariato di Polizia di Barletta per tutti i rilievi del caso, al vaglio anche le testimonianze dei presenti. Si indaga sulle motivazioni che avrebbero portato al gesto.